HPB non considera queste coincidenze. Le considera prove. O meglio: la firma numerica impressa nel corpo fisico dall'architettura delle Gerarchie che lo hanno costruito. La Stanza IV è il cuore dell'Antropogenesi — il momento in cui l'evoluzione cosmica della Cosmogenesi incontra l'uomo, e l'uomo risulta essere non un prodotto dell'evoluzione materiale ascendente, ma la proiezione discendente di gerarchie spirituali. Non è Darwin rovesciato: è qualcosa di più profondo. È l'affermazione che il corpo porta impressa nella sua struttura la firma del cosmo che l'ha generata.
Il numero di quella firma è sette.
Lo Sloka 14 — Le Ombre delle Ombre
Le Sette Legioni, i Signori nati dalla "Volontà", sospinti dallo Spirito Datore di Vita, separano gli uomini da se stessi, ognuno sulla propria zona.
La creazione degli uomini primordiali non avviene attraverso la riproduzione biologica né attraverso la modellazione di materia inerte. Avviene attraverso una proiezione — una separazione di sé da sé.
I Pitri, gli "Antenati" della tradizione indiana, si spogliano delle loro Ombre — dei loro corpi astrali — e quelle Ombre diventano i nuclei dei primi uomini. In un Commentario HPB riporta che gli Antenati hanno esalato il primo uomo, come si dice che Brahmâ abbia esalato i Sura. In un terzo Commentario ancora più suggestivo si dice che gli uomini neo-creati erano le ombre delle Ombre.
L'espressione merita attenzione. Non "ombre" nel senso di copie imperfette soltanto. "Ombre delle Ombre" nel senso tecnico della Dottrina Segreta: il doppio astrale proiettato dal doppio astrale di un essere che è già esso stesso, rispetto al proprio principio superiore, un riflesso. Una derivazione di secondo grado. Un eco di un eco.
Questo è il punto di partenza dell'umanità. Non dal fango. Non dalla scimmia. Dall'etere.
La Filosofia Occulta non chiede di scegliere tra la creazione biblica e il darwinismo. Li considera entrambi sbagliati: il primo nella forma, il secondo nei presupposti di fondo.
L'uomo non è stato "creato" come l'essere completo che è ora. C'è stata un'evoluzione spirituale, psichica, intellettuale e animale, da quella più alta a quella più bassa — e poi il percorso inverso, la redenzione attraverso la materia. Una doppia evoluzione in due sensi contrari che ha occupato molte epoche per costruire l'essere che oggi chiamiamo uomo.
I Libri Segreti — Cosa Sono i Kiu-te
Quando il Commentario alla Stanza IV dice "è inutile entrare qui nei particolari del processo, anche se è minuziosamente descritto nei Libri Segreti", a cosa si riferisce esattamente?
HPB chiama questo corpus i Libri di Kiu-te — e i loro Commentari segreti, che sarebbero il serbatoio da cui attinge le Stanze di Dzyan. Per quasi un secolo questa identificazione fu considerata dai critici un'invenzione. Poi, negli anni Ottanta del Novecento, lo studioso David Reigle identificò i Libri di Kiu-te con i rGyud-sde — la sezione dei Tantra nel canone buddhista tibetano. La pronuncia tibetana di rGyud-sde è foneticamente vicina a "Kiu-te", e la traslitterazione che HPB utilizzava veniva dai resoconti del missionario cappuccino Orazio della Penna, attivo in Tibet nel XVIII secolo.
Quei libri esistono. Sono studiati nelle università. Il ciclo più importante, secondo HPB, è il Kālachakra Tantra. I Commentari segreti — le chiavi esoteriche di quei testi da cui deriverebbe il Libro di Dzyan — non sono mai stati prodotti in forma verificabile. Nessun manoscritto del Libro di Dzyan è mai stato esibito. L'identificazione di Reigle dimostra che il riferimento bibliografico di HPB corrisponde a un corpus reale: non dimostra che esistano i Commentari segreti. La questione rimane aperta — e questa apertura è parte di ciò che rende la Dottrina Segreta un testo filosoficamente interessante, non solo storicamente curioso.
Lo Sloka 15 — Sette Volte Sette
Sette volte sette ombre di uomini futuri nacquero, ognuna del proprio colore e della propria specie. Ognuna inferiore al padre suo. I Padri, i privi di ossa, non potevano dare vita a esseri con ossa. La loro progenie furono Bhûta, senza forma né mente. Perciò furono chiamati la Razza Cchâyâ.
Sette volte sette. Quarantanove variazioni di un tema. L'Antropogenesi non conosce una sola umanità primordiale, ma una cascata di proiezioni — ciascuna di colore e natura diversa, ciascuna inferiore al suo Creatore, nessuna ancora dotata di quella cosa che la renderà umana nel senso pieno del termine: la mente.
Sono chiamate Amânasa — senza Manas. Senza il quinto principio. Corpi astrali senza il fuoco che li rende pensanti. Le Cchâyâ, le Ombre.
I Pitri, gli Antenati, sono divisi in sette classi. Qui HPB introduce la distinzione che struttura tutta la Stanza IV:
Le tre classi Arûpa rifiutano di costruire l'uomo — ma sono le sole che potrebbero dotarlo di mente. Le quattro classi corporee costruiscono — ma possono dare solo ciò che hanno, e non possiedono il fuoco intellettuale. È un problema strutturale, non morale.
Il Sette nel Corpo Umano
È qui che la Stanza IV compie il passo più audace. HPB pone una serie di domande anatomiche che, nel contesto della Dottrina Segreta, non sono curiosità ma argomenti:
Perché dovrebbe esserci una strana ripetizione del numero sette nella struttura anatomica dell'uomo? Perché il cuore dovrebbe avere quattro cavità inferiori e tre divisioni superiori, rispondendo alla divisione settenaria dei principi umani? Perché i sette plessi nervosi del corpo irradiano sette raggi? Perché ci sono sette strati distinti nella pelle umana?
La risposta che la Dottrina Segreta propone è questa: la struttura settenaria del corpo fisico è l'impronta della struttura settenaria delle Gerarchie che lo hanno costruito. Il Microcosmo riflette il Macrocosmo — non come metafora poetica, ma come dato strutturale.
La stessa struttura tre-più-quattro in quattro domini distinti. L'uomo è settuplo perché la creazione è settupla — e ciascun livello della creazione imprime la propria struttura numerica sul livello che genera.
Le ombre delle Ombre esistono. Quarantanove variazioni di umanità nascono nel loro colore e nella loro specie. I Pitri corporei costruiscono — e ciò che costruiscono può camminare, stare in piedi, correre, coricarsi e volare. Ma rimane Amânasa: senza mente.
E rimane la domanda che la Parte II della Stanza IV dovrà affrontare: come si dota di mente un corpo che tre Fuochi congiunti non riescono ad animare intellettualmente? Chi può dare ciò che nessuno — né i Padri, né lo Spirito della Terra, né il Grande Fuoco — sembra poter dare?
La risposta arriverà attraverso un rifiuto. E quel rifiuto cambierà tutto.